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La Parrocchia > Storia
ALCUNE FIGURE STORICHE DI ZELANTI SACERDOTI NATI NEL PERIODO 1830 - 1916
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SAC. BONGIOVANNI LUIGI
Nato a Rosolini il 25 giugno 1830 da Giuseppe e Piazza Maria. In Parrocchia si conserva qualche suo libro di preghiere. Viveva in via Ispica, n° 11 nel territorio della Parrocchia del SS. Crocifisso. Morì il 19 agosto 1921 alle ore 06:00 del mattino.
SAC. SAVARINO SALVATORE
Nato a Rosolini il 18 settembre 1834 da Luigi e Maltese Luigia. Morì alle ore 18:00 del 24 agosto 1913 per influenza. Viveva in Piazza Garibaldi al numero civico 13.
SAC. SAVARINO GIUSEPPE
Nato a Rosolini il 07 marzo 1837 da Natale e Cartia Francesca. Abitava in Via Aprile, 36 proprio alle spalle della chiesa del Crocifisso. Morì il 5 gennaio 1915 alle ore 16:00. Scarse le notizie su di lui; sappiamo che celebrava la Santa Messa in Parrocchia ogni mattina presso l'altare delle Anime Purganti.
SAC. SGADARI VINCENZO
Nato a Rosolini il 13 novembre 1845 da Luigi e Controsceri Carmela. Eletta figura di parroco e di pastore d'anime. Morì in odore di santità alle ore 23:30 del 11 aprile 1929. Abitava in Via Controscieri, 12 nel territorio della Parrocchia del SS. Crocifisso. In parrocchia si conservano i suoi quaderni spirituali nonché alcune belle poesie.
SAC. SAVARINO PASQUALE
Nato a Rosolini il 22 maggio 1847 da Luigi e Maltese Luigia alle ore 04:00 del mattino; Vicario foraneo di Rosolini, fondò con i suoi beni di famiglia l'Opera Pia Savarino, eretta in Ente Morale. Fu uomo di grande cultura e molto pio. Prevedendo le lotte sociali, scrisse nel 1909 una preghiera a Santa Caterina da Siena per invocare la pace sociale, che il suo amico il Card. Capecelatro diffuse in tutta Italia. Per incarico del Vescovo, Mons. Giovanni Blandini, a sua volta incaricato dal Vaticano, ebbe lunghi incontri con Don Romolo Murri, verso gli anni 1900-1906, sia a Noto che a Rosolini. Durante questi incontri l'amicizia si consolidò ed il nostro concittadino cercò di convincere l'amico a non rompere i rapporti con la Chiesa. Abitava in Piazza Garibaldi. Possedeva una casa estiva in contrada Ristallo Masicugno nel territorio della Parrocchia del SS. Crocifisso.
SAC. MURANA LUIGI
Nato a Rosolini il 10 luglio 1849 da Vincenzo e Santacroce Rosa. Morì alle ore 18:00 del 15 aprile 1925. Viveva in Via Principe di Lardaria n° 56, oggi via Paternò, nel territorio della Parrocchia del SS. Crocifisso.
SAC. PROF. BROGATO GAETANO
Nato a Rosolini il 05 maggio 1868 da Antonino e Sgadari Matilde; autentica figura rinascimentale di religioso e di letterato. Oratore e scrittore brillante. Sua è l'iscrizione incisa sulla lapide dedicata al Milite Ignoto apposta nella facciata del Palazzo Municipale. Abitava in Via Ferreri n° 66, vicino alla Parrocchia del SS. Crocifisso. Morì a Roma nel dicembre 1937. In Parrocchia si conservano i suoi libri di Teologia Morale dello Scavini, e vari testi dai quali si denota la sua non comune preparazione.
SAC. DINATALE SALVATORE
Nato a Rosolini il 16 gennaio 1875 da Pietro e Sampieri Antonia. Viveva in via Manzoni, 49. Morì a Buscemi il 20 gennaio 1940.
SAC. NIFOSI' ANTONINO
Nato a Rosolini il 8 febbraio 1884 da Giovanni e Matarazzo Rosa. Nel 1916 battezzò il futuro Sac. Vincenzo Farieri. Viveva prima in Via Macauda, 29 e poi si trasferì in Via Alighieri, 69 alle spalle della chiesa del SS. Crocifisso. Si trasferì nella Città di Cuneo. Morì il 7 febbraio 1936.
SAC. GIARRATANA VITO
Nato a Rosolini il 1 agosto 1884 da Antonino e Terminello Vincenza. Viveva in via Manzoni, 105. Morì alle ore 24:00 del 17 giugno 1921.
SAC. SIPIONE GENNARO EMANUELE
Nato a Rosolini il 5 febbraio 1885 da Corrado e Gennaro Maria. Viveva in via S. Francesco, 1. Si sposò con La Rosa Maria Antonietta e si trasferì a Catania ove morì il 25 marzo 1965.
MONS. FRANCESCO MURANA
Nato a Rosolini il 5 dicembre 1899. Fu il parroco che demolì la prima chiesa del SS. Crocifisso, ormai fatiscente. Giovanissimo frequentò il seminario vescovile di Noto e completò gli studi in quello di Catania prima e di Catanzaro dopo. Venne ordinato sacerdote il 7 marzo 1925, a soli 26 anni. Professore ed economo del seminario vescovile di Noto e parroco del SS. Crocifisso il 2 luglio 1927. Mons. Francesco Murana ebbe come compagni di studi l'arcivescovo Paolo Pappalardo, Nunzio Apostolico in Iran, col quale ebbe sempre ottimi rapporti d'amicizia. Iniziò i lavori di costruzione dell'Oratorio Parrocchiale San Domenico Savio nel 1950. Servì la Parrocchia del SS. Crocifisso per ben 45 anni. Si spense nel 1971.
SAC. CICERO LUIGI
Nato a Rosolini il 18 settembre 1906 da Vincenzo e Sipione Cecilia. Abitava in via Ispica, 3 quasi di fronte alla chiesa del SS. Crocifisso. Per molti anni fu vice parroco di Mons. Francesco Murana. Fece da padrino di Battesimo al futuro Sac. Vincenzo Farieri. Morì il 6 novembre 1976.
SAC. VINDIGNI GIUSEPPE
Nato a Rosolini il 29 novembre 1912 da Ignazio e Savarino Giovanna. Venne cresimato il 18 marzo 1928 nella cappella del Seminario di Noto da Mons. Giuseppe Vizzini essendo padrino il Sac. Gambuzza Matteo. Fu ordinato sacerdote il 18 marzo 1939. Era un giovane impegnato in Parrocchia ai tempi di Mons. Francesco Murana. Fu arciprete Parroco ad Ispica. Morì l'11 maggio 1998.
SAC. ROSARIO FRATANTONIO
Nato a Rosolini il 10 novembre 1914 da Antonino e Cavarra Concetta. Venne ordinato presbitero il 29 giugno 1939. È stato vicario cooperatore della Chiesa Madre di Buccheri, poi parroco di San Gaetano a Portopalo, di Santa Maria La Nova a Scicli. Infine è stato parroco di S. Giovanni Battista in Avola. Donò interamente la sua vita per il bene della Chiesa e dei fratelli. Si spense serenamente l'11 marzo 1993.
SAC. VINCENZO FARIERI
Nato a Rosolini il 22 novembre 1916 da Giovanni e Murana Maria; venne battezzato dal Sac. Antonino Nifosì il giorno 26 novembre 1916 Vol. XXV pag. 50 n° 384. Furono padrini il Sac. Luigi Cicero e Blandizzi Cecilia (nonna materna del Sac. Luigi Cicero). Ordinato presbitero il 29/06/1941; si è spento il 17/05/2002.Sacerdote di profonda spiritualità e di rara sensibilità; fulgido esempio e maestro di vita per quanti lo conobbero. Egli maturò la sua vocazione sacerdotale sotto la guida dello zio, il parroco Mons. Francesco Murana. Padre Farieri era un sacerdote di intensa vita interiore. Sin da giovane fu timido e riservato; lui stesso si definiva di poche parole; altri lo biasimavano di palesare una natura mesta; ma in verità questa riservatezza e discrezione la conservò, dentro il suo cuore, fino agli ultimi giorni della sua vita; le ultime settimane, prima del sereno transito, furono segnate solo dal silenzio e, quando si tentava di strappargli qualche pensiero, rispondeva con un sorriso. Ma, don Farieri, aveva una robusta e salda spiritualità. In un suo scritto annota: "O Gesù, io voglio essere tutto tuo, un sacerdote di vita interiore! O Gesù, mio respiro! O Gesù, sii vita, Grazia, fascino!. Signore Gesù, vorrei che la mia vita divenisse un palpito continuo verso di voi. Voglio fortemente amare ma non il mondo, la materia, il finito ma il cielo, lo spirito, l'infinito. In alto! In alto lo stendardo della croce! Esso trionferà; deve trionfare! O Gesù, concedimi di salire il tuo altare! Mi hai innamorato del sacerdozio, desidero portarti molte anime! Signore, fatti sentire al mio cuore, non con slanci d'amore perché poi li confondo con i moti di una piccina sentimentalità ma con un cuore forte, operativo, imporporato di sangue, illuminato di dolore". Desiderava rimanere distante dal mondo, pur sapendo che un sacerdote deve stare nel mondo per comprende ed indirizzare le anime e portarle verso Gesù. Coronamento e fine di tutta la sua esistenza fu il sacerdozio, ricevuto il 29 giugno del 1941. Spesso mi ripeteva: "Se dovessi nascere un'altra volta, lo sai cosa farei nella vita? Farei il sacerdote! Non sono minimamente pentito di esserlo! Anche quando le preoccupazioni e la stanchezza provano il mio corpo, ne trova grande giovamento il mio spirito per il bene che si dà alle anime! Padre Farieri, aveva un culto appassionato e strenuo per le memorie storiche e le tradizioni civiche e religiose della nostra città. Conservava tutto ciò che sarebbe servito da memoria storica. Era convinto assertore che il futuro si costruisce e si basa sulle radici che i Padri ci hanno lasciato. Lo spessore del suo sacerdozio, nonchè l'intimo rapporto che riusciva a stabilire con Gesù, si evince da queste riflessioni: "Vorrei questa grazia: essere santo, di amore bruciante e irradiante senza che alcuno lo sapesse; vorrei attorno a me creare una atmosfera di amore divino; vorrei sognare non so quali contatti con la divinità… e sai perché? Tu mi hai ferito… mi sono innamorato e non ne posso più. Ti cerco sempre e mi attiri maggiormente. Fra tutte le passioni, la più ardente è questa: dire si, fiat, fare la tua volontà". Fu sacerdote di profonda e rara sensibilità umana. Sempre disponibile, sapeva ascoltare con pazienza ciascuno di noi. Semplice e buono, amava la gente cui, con i suoi discorsi, cercava di portare la grandezza e la misericordia di Dio. Mi piace ricordare un don Farieri mistico; dai suoi pensieri traspare quest'anima invasa dall'amore divino. Così mi ripeteva:"Ah, quel tabernacolo e quell'altare mi fanno palpitare… sono felice di essere sacerdote in eterno. Come è bella la Chiesa, la mia Chiesa, questa chiesa!".La devozione e l'amore per Maria, madre di Gesù, si può ben rilevare da questa poesia scritta nel 1956 durante gli Esercizi Spirituali predicati da don Paolo Arnaboldi a Roma: "O Mamma mia, voglio divenire l'amico di Gesù ma di genuina amicizia! Aiutami Tu! Fà, o Madre mia, che io Lo veda sempre; che io viva una vita in due con Lui; che io parli sempre l'intimo colloquio con Lui; che io lo riconosca e Lo penetri nel Santo Vangelo. O Vergine Immacolata trionfa con la tua grazia su di me; fa che non infanghi mai la dignità sublime del mio sacerdozio. Voglio farmi santo! Tu lo vuoi e in Te ho fiducia. Amen". Ogni mattina, dalla celebrazione della Santa Messa, riceveva una carica straordinaria la quale si rivelava fruttuosa per affrontare l'intera giornata. Anelava alla celebrazione Eucaristica per rifocillarsi e riprendere il faticoso cammino di conforto e di aiuto alle anime. Tutto questo traspare dai pensieri che confida in queste righe: "Voglio lasciare il mio cuore nel calice, ogni mattina, senza riserva alcuna. O Gesù, voglio essere santo, vivere il mio sacerdozio e la mia Santa Messa. Conservami, o Signore, puro nel cuore e nel corpo, come quel giorno in cui salì per la prima volta il tuo Altare! Il mio sogno è la santità!". Il caro Padre Farieri si spense cinque anni fa stringendo tra le mani la Croce Santa. Alcune lacrime rigavano il suo volto; erano lacrime di gioia, in quanto sapeva di incontrare quel Maestro buono che era stato guida e lampada ai suoi passi. Concludo questa breve dissertazione su questo ministro di Dio, al quale mi legano tanti ricordi ed un immenso affetto, con una frase del suo testamento spirituale:"Saluto tutti quelli che hanno collaborato con me…li ricordo…uno per uno… io prometto di pregare dal cielo per tutti…".