Parrocchia SS. Crocifisso di Rosolini


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Parrocchia Manguredjipa

Parrocchia Manguredjipa

Quando nasce

Il 21 Aprile del 1999, dopo solo qualche settimana l’insediamento di Don Luigi Vizzini nella parrocchia del SS. Crocifisso, la nostra parrocchia ha potuto concretizzare il gemellaggio con la parrocchia di Manguredjipa. Già il 21 Aprile 1988 si era attuato l’inizio ufficiale del gemellaggio tra la diocesi di Butembo-Beni in Congo e la diocesi di Noto in Sicilia.

Ricercando tra i vari documenti, si è ritrovata una lettera datata 4 Giugno 1998, in cui nell’oggetto si legge: “ Richiesta di gemellaggio della parrocchia di Manguredjipa”. Già altre parrocchie della diocesi di Butembo avevano avuto la gioia di sperimentare il conforto e l’amicizia palpitante nata dal gemellaggio. Le parrocchie gemellate erano già più di venti; diverse scuole erano state adottate; avveniva uno scambio culturale tra l’Università Cattolica di Butembo e l’Università di Catania; nasce il “Centro Nutrizionale Giorgio Cerruto” per bambini malnutriti e tante altre iniziative.

Nella richiesta di gemellaggio della parrocchia di Manguredjipa, tra l’altro si legge: “In effetti la parrocchia di Manguredjipa è situata a 104 Km da Butembo, a fianco di una strada difficile da percorrere a causa del suolo argilloso, con il rischio di essere dimenticati spesso in questa enclave. I cristiani di Manguredjipa insistono affinché la parrocchia, come tutte le altre parrocchie della diocesi, possa avere un gemellaggio con una parrocchia della diocesi di Noto con la quale scambiare esperienze”.



La parrocchia di Manguredjipa

La parrocchia di Manguredjipa si trova a Km 104 ad ovest di Butembo, in Congo. La circoscrizione della parrocchia comprende 3 gruppi etnici: i Bapere, i Banande e i Pigmei. La popolazione conta 85000 abitanti (di cui 25000 cristiani cattolici) in gran parte sparsi nella foresta equatoriale.

La differenza di etnie richiede automaticamente una pastorale appropriata basata sull’amore fraterno che sopprima le barriere tribali e che unisca le tre etnie in un solo popolo di Dio, che parli la lingua kiswahili. Un grande problema che preti o catechisti devono affrontare quotidianamente è quello di percorrere grandi distanze attraverso la foresta, attraversando difficilmente grandi fiumi spesso senza ponti, per poter raggiungere i cristiani da un villaggio all’altro.

La parrocchia di Manguredjipa conta sette settori: Mangurejipa, Ntoyo, Masisi, Katendere, Mbunia, Ombole e Makopie. Ognuno di questi settori è diretto da due o tre catechisti animatori.

Scuola e salute sono anche al centro delle loro preoccupazioni. Per il primo punto si è aperta una scuola secondaria commerciale e due scuole secondarie pedagogiche. Per ciò che concerne invece la sanità a Manguredjipa esisteva un ospedale che è stato in un primo tempo abbandonato e poi chiuso. Nel 1996 quest’ospedale, che precedentemente era stato dato in mano allo Stato, è stato ceduto alla diocesi di Butembo-Beni, ma il restauro avviene troppo lentamente. A circa Km 7 dalla parrocchia, nel settore di Ntoyo, si è aperto un centro sanitario: anche qui la situazione è però mediocre.



I Padri del gemellaggio

Il 21 Aprile 1988 viene firmato l’atto fondativo del gemellaggio tra la Chiesa di Noto, rappresentata dal suo vescovo Monsignor Salvatore Nicolosi e la Chiesa di Butembo-Beni, rappresentata dal suo vescovo Monsignor Emanuele Kataliko.

Questo avviene nella Cattedrale di Noto, a conclusione della Solenne Liturgia Celebrativa del 25° Anniversario di Ordinazione Episcopale di Mons. Salvatore Nicolosi. Viene così costituito un gemellaggio pastorale, ai fini di uno scambio e una condivisione di beni, di persone e di esperienze per l’espansione e la maturazione spirituale del Corpo Mistico di Cristo.

La Chiesa di Noto prende quindi più coscienza di quanto afferma il Concilio Ecumenico Vaticano II nel Decreto sull’attività missionaria della Chiesa “Ad Gentes” e ha dunque chiesto alla chiesa di Butembo-Beni di costituire un gemellaggio pastorale.

Il gemellaggio viene poi definito in otto punti essenziali concordati il 13 Gennaio 1990 a Butembo, sempre tra Mons. Nicolosi e Mons. Kataliko, che sono: 1) Rapporto spirituale; 2) Conoscenza reciproca; 3) Scambio di presenze; 4) Scambio di persone; 5) Scambi di specialisti; 6) Gemellaggio fra le parrocchie; 7) Micro realizzazioni sociali; 8) Doppio comitato diocesano.

A continuare l’opera di unione tra le due diocesi sono poi stati Mons. Giuseppe Malandrino, Mons. Melchisedech Sikuli Paluku, Mons. Mariano Crociata e Mons. Antonio Staglianò.



Viaggi e progetti realizzati

Dalla stipula del gemellaggio con la parrocchia di Manguredjipa ad oggi, diverse attività sono state realizzate, anche grazie all’arricchimento vicendevole attuatosi soprattutto durante i viaggi e le visite fatte da parte di alcune nostre delegazioni in quella terra gemella.

Questi viaggi di certo hanno sempre avuto un duplice obiettivo: quello di toccare con mano la realtà della nostra parrocchia gemella e di concretizzare o “studiare” progetti che le avrebbero poi dato un sostegno o un miglioramento nella quotidianità. Questi viaggi hanno sempre arricchito principalmente chi partiva: la straordinaria bellezza di questa terra e l’amore semplice e umile di chi la abita ti sconvolge, ti scuote e ti rende nello stesso tempo desideroso di poter fare quanto più possibile per aiutare questa gente. “Aiutarli” non vuol dire solo dare loro un sorriso: lo hanno già in tutto ciò che realizzano! Ma anche cercare di sollevarli da quella situazione di assoluta povertà e niente in cui vivono.

Le prime realizzazioni, i primi aiuti concreti dati alla parrocchia di Manguredjipa sono avvenuti già immediatamente dopo la “liaison” del gemellaggio.

Nel 1999 la chiesa del SS. Crocifisso ha regalato un calice che viene utilizzato ancora oggi durante la celebrazione dell’Eucarestia. Oltre che ad essere un dono di un certo prestigio, il calice ha in sé un significato più profondo, più grande: è segno dell’amore di Cristo che si realizza nell’amore vicendevole dei fratelli.

Nel 2001, Padre Robert Masinda, attuale vice parroco del SS. Crocifisso, si trova nella nostra diocesi per qualche giorno: era già stato nominato parroco della parrocchia di Manguredjipa e una sera concelebra una messa insieme a Padre Luigi in quella che è ormai la sua parrocchia gemella, quasi a voler consolidare tale sodalizio. Ancora oggi Padre Roberto (come ormai siamo abituati a chiamarlo noi) ricorda quel momento con grande emozione.

Il primo viaggio da parte di una delegazione del SS. Crocifisso è avvenuto ad Agosto del 2004. A partire erano in dieci. Lo scopo originario del viaggio, oltre a quello di far visita ai fratelli gemelli, era quello di portare “con mano” dei soldi raccolti durante il periodo di Avvento, con dietro lo scopo di un progetto molto ambizioso e importante per la nostra parrocchia gemella: la costruzione di un acquedotto. Il completamento del progetto avviene a fine Maggio del 2007: in questi anni gli imprevisti sono stati diversi, dovuti soprattutto alla mancanza di mezzi adeguati per un territorio a volte così impervio. La sorgente si trovava a Km 5: si è riusciti a portare l’acqua, con la realizzazione di diverse fontane, in vari settori, tra cui importantissimo l’ospedale di Manguredjipa.

Per quanto riguarda il viaggio in sé, si è trattata di una vera e propria visita: si sono toccate un po’ tutte le parrocchie gemellate con la nostra cittadina, si è visto quanto si è fatto e quanto ancora, purtroppo, c’è da fare! Un “neo” di quella visita è stato il non poter raggiungere proprio la nostra parrocchia gemella: una guerra civile ancora in corso aumentava la pericolosità in termini di sicurezza, per cui si è ovviato al problema con la decisione di far raggiungere il gruppo di Rosolini da una delegazione di rifugiati (erano circa 500) che hanno portato la loro toccante e triste testimonianza.

Sempre nel 2004 si è realizzato un altro importante progetto denominato “un ponte con l’Africa”. Lo scopo del progetto era quello di sperimentare, in scala ovviamente ridotta e semplificativa, come trasferire proprie conoscenze scientifiche e competenze professionali tecnologiche, attraverso la diretta fruizione di pochi destinatari, alla comunità di provenienza al fine di contribuire alla crescita economica ed al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni povere. Inizialmente il progetto era destinato a cinque ospiti provenienti dal Congo. Purtroppo però ci si è imbattuti in una serie di problemi di carattere burocratico e da cinque destinatari si è arrivati ad un solo. Il progetto si è comunque realizzato con grande entusiasmo anche da parte dei docenti e degli studenti dell’ITIS, in particolare la Prof.ssa Fina Figura che ne è stata l’animatrice, che lo hanno portato avanti. Da quel momento Padre Roberto rimane nella nostra parrocchia in qualità di vice parroco e la sua presenza qui ci permette di mantenere i rapporti con la parrocchia di Mangurejipa in maniera più forte e proficua.

Nel 2006 è partito un container per il Congo e per la nostra parrocchia è stata una grande occasione quella di poter inviare alla comunità gemella quante più cose possibili: anzitutto tanti medicinali, vestiti e paramenti liturgici, ma anche delle macchine da cucire, delle biciclette, degli occhiali da vista e anche una motosega.

Nel Luglio del 2007 un altro gruppo di 11 persone è partito alla volta del Congo e per la prima volta di Manguredjipa, visto che nel primo viaggio la visita della parrocchia gemella non era potuta avvenire per motivi di sicurezza. Anche questa visita è stato un modo per incontrare insegnanti, catechisti, operai e cercare di capire come realizzano nella loro quotidianità e semplicità il grande progetto di Dio. E’ stato quindi soprattutto un modo per vedere e sperimentare la realtà e la vita parrocchiale di Manguredjipa. L’alloggio è stato quello della vecchia canonica di Manguredjipa e le condizioni erano davvero molto umili!La presenza allegra e continua dei bambini, inutile ricordarlo, è una costante imprescindibile da chiunque visiti questa terra! Anche in quest’occasione si sono portati tanti medicinali e vestiti e, direttamente in loco, grazie ad una consistente offerta raccolta dai nostri fedeli, si è acquistata un’altra motosega. L’acquisto della motosega ha permesso di migliorare le condizione di vita nella costruzione dei centri di salute, delle scuole, della nuova canonica e delle chiese.

Nel 2008 parte alla volta del Congo soltanto il nostro vice parroco Padre Roberto. Vengono portate delle offerte per le scuole, gli ospedali, i centri di salute e l’adozione a distanza di diversi bambini a cui, in questo modo, viene garantita una educazione scolastica che altrimenti sarebbe davvero molto precaria.

Nel 2009 un altro viaggio da parte di un gruppo del SS. Crocifisso. Questa volta a partire erano in nove. La tappa più lunga ed importante del viaggio è stata, come la volta precedente, Manguredjipa. Stavolta il gruppo alloggiava nella nuova canonica, che nel frattempo aveva ultimato i lavori di restauro ed era decisamente più confortevole. Con grande gioia si sono ritrovati molti dei bambini che si conoscevano già! Lo scopo di questo viaggio è stato quello, oltre di portare tanti medicinali, di attuare uno scambio di esperienza con le famiglie e con i catechisti con i quali lo stesso parroco Padre Luigi ha tenuto degli incontri. Ma si è anche tenuto un corso di igiene, un’esperienza di pastorale con i catechisti e il Grest con i bambini. Per quasi metà dei partecipanti era la prima esperienza di viaggio in Africa e tutti ne parlano come di un’esperienza che ti segna e ti lascia un segno indelebile.

Dopo alcuni di questi viaggi si è attuata anche la realizzazione di alcuni calendari la cui vendita ha caratterizzato una sensibilizzazione maggiore nelle nostre famiglie e i proventi hanno costituito un fondo per migliorare i nostri progetti verso la parrocchia gemella.

Infine, ma solo in termini di tempo, a Gennaio del 2010 è partito Padre Roberto che, oltre una raccolta di fondi ricavata dalla vendita dei calendari, ha portato con sé degli occhiali da vista che ha permesso agli operatori pastorali di potere rileggere la Bibbia e i documenti pastorali per potere preparare i ragazzi e la comunità cristiana ai sacramenti e alla vita spirituale pastorale. E’ stato acquistato un computer che permetterà di sbrigare i documenti importanti della pastorale e si è inoltre acquistato un timbro che permetterà di rendere i documenti fidabili e credibili. Infine un contributo economico ha permesso di migliorare il lavoro nei centri di salute e all’ospedale e acquistare medicine e altri attrezzi di lavoro.

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