Parrocchia SS. Crocifisso di Rosolini


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Carissime famiglie,
Come ogni anno le famiglie della diocesi si ritrovano in compagnia di Maria per riscoprire e diventare "spazio della presenza di Dio" nella realtà storica in cui ciascuna si trova per grazia di Dio.
Sollecito fraternamente tutte le famiglie della Parrocchia per un rinnovato impegno in favore della "piccola chiesa domestica", lo vogliamo fare alla scuola di Maria insieme a tutta la Comunità diocesana, nella prospettiva dell'Anno Sacerdotale, per essere nella storia al servizio di quella bellezza di cui è piena la terra.
Le famiglie discepole del Vangelo non possono non annunciare, celebrare e servire la buona notizia del matrimonio e della famiglia ricalcando l'itinerario compiuto dalla Vergine Maria che avanzò serbando fedelmente la sua unione con Cristo (LG 58).
Maria, sollecitata dalla carità, si reca in fretta da Elisabetta. Oggi ci sono tante "Elisabetta" che attendono e poca "fretta" da parte nostra nel donarci ad esse, andiamo da Maria per imparare la sua beatitudine, credere alla Parola, e diventare divinamente premurosi verso tutti i fratelli.
Carissimi, vi esorto a farvi promotori della partecipazione di molte famiglie al Pellegrinaggio Mariano delle famiglie della diocesi il 25 aprile prossimo presso il Santuario della Madonna delle Grazie a Modica.

Rosolini, 11 Aprile 2010 Don Luigi Vizzini

Pellegrinaggio Mariano delle Famiglie
“Il Sacerdozio e la Famiglia, come Maria, Tempio santo di Dio”


Nella mattinata del 25 Aprile u.s., il Santuario della Madonna delle Grazie, in Modica, si è popolato delle numerose famiglie provenienti dai vari Vicariati della nostra Diocesi, per il tradizionale pellegrinaggio che, ogni anno, si realizza presso uno dei santuari mariani della nostra Chiesa locale.
Un incontro arricchente dal punto di vista umano e santificante dal punto di vista cristiano: così lo ha definito don Angelo Giurdanella, Vicario Episcopale per il Clero, nella meditazione che ci ha proposto.
La partecipazione di così tante coppie di sposi è da anni che non si registrava: ringraziamo il Signore di questo “risveglio” tanto atteso; ma ringraziamo anche l’Assistente Diocesano per la Pastorale Familiare Don Luigi Vizzini e la Coppia responsabile Rosy e Giorgio Ruta per il loro costante e coinvolgente impegno.
La scelta del 25 aprile ha coinciso molto opportunamente con la 47° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.
Ho una bella notizia! Io l'ho incontrato... è lo slogan scelto dal CNV per questa giornata “domenica del Buon Pastore”, il cui scopo è di favorire la tensione dei sacerdoti verso la santità e la perfezione spirituale, dalle quali dipende l’efficacia del loro ministero, e ravvivare nel popolo sacerdotale, popolo di Dio, l’amore e la gratitudine nei confronti dei sacerdoti; essi sono strumento di unità e comunione nel popolo di Dio, espressione dell’esclusiva appartenenza a Dio mediante il celibato per il regno dei cieli. I coniugi cristiani, poi, "col Sacramento del Matrimonio significanoe partecipano il mistero di unità e di amore fecondo che unisce Cristo e la Chiesa (cfr. Ef 5, 32)"
Matrimonio e Ordine: due modi per diventare santi nell’Amore (
confr. 1Tess 4,3 e Ef 1,4 : vocazione universale alla santità ); essi realizzano una vocazione ad amare che apre la porta alla santità. Due stati di vita, nella Chiesa, interdipendenti: l’uno non può fare a meno dell’altro. Il carattere dunque di questi due sacramenti è essenzialmente sociale. Essi esistonoprimariamente per il servizio del popolo di Dio. Sia il Matrimonio sia l’Ordine sacro sono chiaramente ordinati ad un impegno personale: nel matrimonio, al vincolo esclusivo per tutta la vita tra l‘uomo e la donna; nell’Ordine, al legame esclusivo per tutta la vita del sacerdote con Cristo, nel quale si fonda il suo sacerdozio. Il loro contributo alla salvezza personale avviene nella misura del servizio per gli altri. Gli sposi cristiani e gli Ordinati – continua don Angelo - sono i testimoni della fede e gli appassionati della carità, entrambi incamminati verso le alte vette della santità. Ad esse però non si arriva senza delle certezze. E la prima certezza è quella di acquisire la consapevolezza che la vita è un dono, e su questo dono si innestano tutti gli altri doni che la cultura di oggi banalizza; tutto è dovuto e non dobbiamo essere riconoscenti di tali doni: l’amicizia, la famiglia, il sacerdozio. Doni assolutamente gratuiti che prescindono dai nostri meriti. Tutta la vita dovrebbe essere colma di gratitudine del cuore, con grande senso di umiltà, per la gratuità di tali doni. La consapevolezza dell’immensa gratuità del dono ( al di là dei nostri meriti ) ci porta dalla chiusura egoistica all’alterità, all’altruismo. Dall’egoismo all’amore, dalla fede privata e individualistica alla fede condivisa e piena. A questa pienezza che dà felicità siamo chiamati tutti.
La chiamata di Dio “Dove sei?” (=dov’è il tuo cuore? ) deve risuonare sempre nelle nostre orecchie per riscoprire la nostra identità di uomini e di credenti.
Quali sono le risposte a Dio che ci chiama e ci colma di doni? Il punto di partenza di ogni vocazione è accogliere se stessi con i propri limiti: fuggire da essi è la forma più alienante possibile.
La nostra risposta, il nostro sì dev’essere un gesto di piena consapevolezza e di libertà; il “fiat”di Maria è la sintesi mirabile, il modello di azione e di contemplazione: modello di amore verginale ed esclusivo, dell’amore materno ed ablativo. Maria non ha esitato, perché l’amore non attende, non parla, ma opera, ama. Lo Spirito Santo, “dilatatore del cuore” e artista invisibile, rende possibile la nostra risposta consapevole e libera, ci rende capaci di perdono e di gesti generosi. Lo Spirito di Verità ci libera il cuore dall’inganno e dalla vergogna; lo Spirito di Santità ci consente di raggiungere le alte vette dell’amore; lo Spirito dell’Unità detesta e prova disgusto per le divisioni; lo Spirito di Libertà ci aiuta a trasformare la sottomissione e la dipendenza in comunione.
Con questi ed altri pensieri profondi, don Angelo ci ha guidati nella riflessione su “Il Sacerdozio e la Famiglia, come Maria, Tempio santo di Dio”. A coronamento del pellegrinaggio, la Celebrazione Eucaristica presieduta da Don Luigi Vizzini ha suggellato il diffuso e vivo desiderio di ridare slancio alla Pastorale Familiare nella nostra Chiesa locale.
Rosaria e Salvatore Baio


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